C'è misura nelle cose
serve misura ad amare
misura per mistura
e la sapienza formata di creta
anche lei morigerata.
E collane di perle al collo
dei condannati, anacoluti
e lische di pesce sulle scartoffie
incendiano le stoppie negli uffici
e urlano le bocche secche degli impiegati.
Profonde le apparenze
la morale in superficie
contraddice e confonde
l'usuale e le sentenze.
Non risponde la voce dei lumi
consunta nel pianto
nella via crucis.
Neuebabelsberg
di Fabrizio Loffredo
lunedì 2 aprile 2012
L'invisibile scampa al tempo (ma tutto è visibile)
sabato 18 febbraio 2012
Verità
E tu che porti il tuo profumo
nella stanza senza più posti
per nessuno. Mi saluti
io che saluto i volti sconosciuti
occhi disinvolti
i miei non sono mai stati.
Ti aggiusti uno scialle
tocchi i ritratti nella stanza
con l'angolo dello sguardo
ritratti la tua versione
e non ti costa molto farlo.
nella stanza senza più posti
per nessuno. Mi saluti
io che saluto i volti sconosciuti
occhi disinvolti
i miei non sono mai stati.
Ti aggiusti uno scialle
tocchi i ritratti nella stanza
con l'angolo dello sguardo
ritratti la tua versione
e non ti costa molto farlo.
lunedì 30 gennaio 2012
Il Significato delle ali .3.
In ordine sparso, all’ultima ora del tramonto, le cime dei campi perdono luce.
Il carro passa, esattamente ora, incontro ai miei passi.
Ma non c’è visione per me, né lampo nel cielo. In questo istante i miei occhi, orecchie, le tempie, i polsi, lingua e mani, sono ognuno come vasi pieni, fino e oltre il limite pieni, dove nessuna aurora o notte possono entrare.
In aria procede, il carro della Gloria, ma per me non c’è stupore, nulla sulla strada; pagine marcite alle spalle, soltanto, davanti grano accatastato e al mio fianco un’umanità di sale.
Nel suo ordine aperto su ogni margine, la luce incontra se stessa in un tremore che è soffio, finché essa ritorna come fu da sempre e diventa una parola, una spiga, il confine che sigilla i continenti d’aria e le terre emerse.
Con un lieve rumore, rovesciai il mio vaso in acqua e lì mi sedetti a pescare.
domenica 29 gennaio 2012
Il Significato delle ali .2.
In ordine sparso i profili visti con certezza perdono luce.
Perdono l'orientamento le partiture senza orchestra, le carovane senza deserto, le frontiere di mare per il corallo e quelle di terra e d'argilla per chi conosce il significato delle ali.
giovedì 26 gennaio 2012
Il Significato delle ali .1.
In ordine sparso le pagine perdono luce.
Ricordo la partenza dal luogo in cui ero, il peso del mio corpo e di tutti gli oggetti e di tutte le cose che portai con me. Ricordo la fame che tormentò le lunghe ore di viaggio, che non riuscivo a saziare mangiando, che dopo i pasti tornava uguale a prima e come se non avessi toccato cibo. La mia gola era arsa e indurita dal freddo, ma non riuscivo a bere nonostante la sete, perché persino l'acqua era fonte di dolore. Ricordo ad uno ad uno i forestieri incontrati alle stazioni del viaggio, ma i loro discorsi non riuscivano a interessarmi, e nemmeno la vista dei monti e dei laghi che attraversai, perché la mia mente rimaneva, debole e come ammalata, in qualche altro luogo, e io stesso in realtà non viaggiavo, non raggiungevo alcuna destinazione, ma rimanevo fermo e prigioniero, immobile per quanto sempre più lontano.
domenica 22 gennaio 2012
Radura
Ho raccolto una cesta di pigne
nelle radure
la vista di un balcone lungo la strada.
Poco fa
ero davanti alle mie paure
ora sono davanti a una zuppa.
nelle radure
la vista di un balcone lungo la strada.
Poco fa
ero davanti alle mie paure
ora sono davanti a una zuppa.
mercoledì 7 dicembre 2011
Puro
Com'è difficile restare nel presente.
Mi riporta al tavolo a cui sono seduto a scrivere l'odore leggermente ossidato delle pentole che sono state da poco tolte dal fuoco, lavate e posate ad asciugare.
Non dovrebbe essere tanto complicato decidere cosa dire: semplicemente ciò che passa davanti allo specchio, nella mente. Ma tutto si complica non appena i pensieri cercano di annodare la loro rete, tra passato e futuro, tessendo le lodi del loro "innamorato", l'ego, il me stesso che cerca di farsi largo nel mondo. Egli vorrebbe creare, essere, avere a che fare con le cose più pure, ma Egli non sa nemmeno chi è, ignora il suo stesso nome più profondo. E ciò non è affatto puro.
Spesso il vento fa tintinnare i pali o le corde delle barche ferme nel porto, fa fischiare come flauti le strettoie, le grondaie, le feritoie fra le tegole. Così dovrebbe muoversi la lingua sul palato, così la penna fra le dita.
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